Solo la piazza e il dissenso possono garantire la pace sociale
ra sgomberi dei centri sociali, criminalizzazione di chi manifesta e Decreto Sicurezza, oggi il conflitto non sembra avere più spazio. Per questo è importante coltivarlo.
Ricchi di famiglia, poveri di idee
La recente intervista tv a Leonardo Del Vecchio ha dimostrato che gli eredi della grande industria italiana sono molto confusi.
La prospettiva del Ponte tiene in ostaggio lo Stretto
Annunciato da decenni, il Ponte incide sul territorio calabrese e siciliano anche solo come idea, e purtroppo negativamente.
Tecno-fascismo americano: il ruolo di Palantir negli arresti dell’ICE
L’uso da parte dell’ICE di software che tracciano migranti e attivisti solleva gravi rischi per diritti, privacy e libertà.
La materia della vita
Quali sono le responsabilità della scrittura oggi?
Giochi preziosi: il costo e le conseguenze delle Olimpiadi invernali
Milano-Cortina 2026 mostra cosa comporta, in termini ambientali e sociali, organizzare i Giochi col clima che cambia.
Dimmi i tuoi peccati
Ricordiamo i peccati che abbiamo commesso da giovanissimi? Ed erano davvero peccati, poi?
Peccato
Con il nuovo mese inauguriamo anche un nuovo tema: ve lo presentiamo qui.
In anteprima
Peccato viene dal latino peccatum, peccare: significa inciampare, fare un passo falso… In questa origine fisica e maldestra, familiare, risiede forse la ragione per cui il peccato ci riguarda ancora così da vicino: fa parte di noi.
Nella tradizione cristiana il peccato è ciò che separa: dall’ordine, da Dio, dalla comunità. Ma la scissione non è solo esterna. Peccando ci si frammenta, allontanandosi da un’integrità originaria. Ma cos’è il peccato? Già Agostino intuisce che il peccato non è mai solo disobbedienza.
E oggi? Sui social, a giudicare dalle shitstorm, sembra si pecchi in continuazione, e che sia il consesso di utenti a decidere la gravità dell’azione commessa. Eppure, peccano in così tanti e così di frequente, che il peccato appare diluito in tante piccole azioni meschine. Chi pecca lo fa galleggiando sulla superficialità dei dispositivi della colpa, truccato da un lessico morale edulcorato: errori di comunicazione, malintesi, errori di opportunità. Ma che paura può mai suscitare oggi il biasimo sociale, se è così dilagante, così rapido a inondare e ritirarsi, e se la memoria collettiva si è fatta così breve? Non abbiamo paura di Dio, dello Stato, di noi stessi e dei nostri simili. Cosa resta dunque del peccato?
Ce lo chiediamo questo mese su Lucy.
Recenti
Vedi tuttiPerché in Italia le politiche della casa non funzionano più
Perché le si è lasciate un po’ perdere, cedendo terreno al mercato, che naturalmente non si interessa dell’equilibrio urbano.
Spin Time e la guerra del governo alle realtà solidali autogestite
Storia di una delle realtà solidali che il governo vuole distruggere.
Le case al tempo della distruzione
Un archivio per immagini delle più significative di questi anni.
Ode al divano
L’oggetto a cui tornare o in cui farsi ospitare nelle difficoltà.
La sinistra, tra l’ipocrisia dell’ordine mondiale e l’antimperialismo degli imbecilli
L’ordine mondiale sta crollando. Una parte della sinistra sembra esserne felice.
Nella vita di Paolo, che occupa una casa a Roma
E che non trova alternative in una città in piena emergenza abitativa.
“Marty Supreme”: fino all’ultimo respiro
Un film bellissimo e senza pause dove, però, ci si emoziona quando il ritmo si arresta.
Il Giorno della Memoria, oggi
È in una crisi profonda che riguarda il significato stesso dell’espressione “Mai più”.
I più letti
Tirana è il futuro di Milano
Il problema coi santi: Carlo Acutis e i processi di canonizzazione
Essere di origine italiana va bene, diventare italiani no
Tagliare i ponti coi genitori, anche da adulti
Le motivazioni della sentenza Turetta e il femminismo punitivo
Quanta libertà dobbiamo lasciare ai nostri figli?
Perché quello che si sta compiendo a Gaza è un genocidio. Intervista a Omer Bartov
Fare palestra per non impazzire
Le recensioni letterarie in Italia stanno diventando inutili
L’ultima città
Fare un fuoco
Perché le storie accendono la nostra immaginazione.
Podcast
di Nicola Lagioia
A cosa serve oggi la critica?
Il Novecento è stato il secolo della critica. Il suo sodalizio con l’arte sembrava inscindibile e il suo ruolo di mediazione tra opera e pubblico era dato per certo. Ma, come hanno notato sul finire del secolo Steiner, Todorov e altri studiosi, si è arrivati a una situazione paradossale: la critica era diventata così importante da mettere in secondo piano le creazioni artistiche da cui essa dipendeva. Il critico è stato una figura autorevole, rispettata e ascoltata. Oggi, che i meccanismi di produzione artistica e di comunicazione sono profondamente mutati, è ancora così? Ci sarà ancora bisogno della critica per come la conosciamo? Come cambierà? Ne parliamo in questa puntata di Fare un fuoco.
Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
Video
La casa è diventata un privilegio?
Oggi parlare di “casa” significa affrontare un tema culturale e politico fondamentale per il nostro futuro.
La bellezza del dubbio. Conversazione con Paolo Sorrentino
Su potere, politica, letteratura e tenerezza. A partire dal suo undicesimo film, “La Grazia”, da poco nelle sale.
Black Scarf
In un villaggio sperduto dell’Iran, un maestro cerca di aiutare le sue studentesse vittime di un sistema patriarcale e violento.