Il sistema scolastico italiano non è fatto per sostenere le giovani promesse dello sport
Oltre il 92% dei ragazzi italiani non fa abbastanza sport, eppure la scuola li costringe ancora al bivio fra libri e allenamenti.
Come si aiuta chi si fa del male?
Quando qualcuno che amiamo si fa del male, l’istinto è salvarlo. Ma prendersene cura significa anche accettare il limite del nostro controllo.
La lite Gualtieri-Carocci spiega bene cosa non va nelle lotte per gli spazi a Roma
La recente battaglia sul cinema Metropolitan e gli ultimi anni di discussioni sui finanziamenti per le iniziative da Comune e Regione rendono legittima una domanda: per fare cultura bisogna lavorare con le istituzioni? La storia delle occupazioni a Roma (stanotte la questura ha tra l’altro messo sotto sequestro l’Angelo Mai) dimostra che ci sono sempre altre opzioni, che oggi più che mai vanno rivendicate.
Perché la politica fa fatica a parlare di felicità
La felicità pubblica non è un lusso ma il contratto fondamentale che ci tiene insieme, e i politici dovrebbero ricordarsene.
Ho smesso di combattere la mia paura di volare, e va bene così
Tutto sommato, rinunciare all’aereo non è una tragedia, e può trasformarsi in un modo diverso, e più intimo, di scoprire il mondo.
La felicità assoluta non esiste: ce lo insegna la letteratura
Da sempre la letteratura ha provato a occuparsi del nostro desiderio di felicità. A volte ne ha raccontato la ricerca, a volte l’impossibilità o il suo stato d’eccezione. A ben vedere però ogni romanzo riuscito sembra consegnarci una sottile lezione: è bene tenere questo sentimento fuori dalla storia.
Liberiamo Roma dal traffico e dagli eventi
Assediata da visite di Capi di Stato, auto blu, concertoni, maratone, sfilate di auto d’epoca, Roma andrebbe solo lasciata in pace.
Un esercizio di falegnameria sonora. Intervista a Mac DeMarco
Il “re dello slacker rock” arriva in Italia col tour del suo ultimo disco, “Guitar”.
In anteprima
Emily Dickinson notava: “è strano che una promessa sia viva, e fulgida, quando il giorno in cui è stata concepita, è ormai polvere”. La promesse, in effetti, hanno il potere di restare intatte anche quando è ormai lontanissimo il giorno in cui sono state concepite e, per questo, forse rappresentano un dispositivo così potente: perché ci mostrano costantemente un orizzonte futuro in cui non abbiamo mai smesso di credere.
Naturale, allora, che ci venga spesso voglia di farle in estate quando tutto attorno a noi sembra più indeterminato e possibile.
Riflettere sulle promesse, insomma, significa allora esplorare i confini tra parola e azione, tra intenzione e realtà: tra proposito e autogiudizio.
A luglio, su Lucy, indagheremo la natura delle promesse nelle relazioni, nella politica, nella letteratura e nella vita quotidiana, cercando di capire perché ci affanniamo a promettere, cosa ci spinge a fidarci e quale significato resta, di tante parole, quando l’efficacia delle promesse viene meno.
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di Nicola Lagioia
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Da quando ha iniziato a farlo, durante la noia di un lavoro ereditato, Mario Schifano non ha mai smesso di dipingere e sperimentare con la sua opera. Dalle tele monocrome alla pop art, fino ai primi corti scandalosi ai paesaggi televisivi, questo “piccolo puma” ha provato a scattare in direzione sempre diverse rispetto a quelle in cui il pubblico voleva fissarlo, anche nei momenti di grande successo. Ma è proprio questo suo pensare costantemente a “qualcosa d’altro”, come recita il titolo di una sua opera, l’aspetto più interessante e insieme dolente della sua incredibile vicenda d’artista. Per la scrittura di questa puntata è stato più che fondamentale il libro Mario Schifano. Una biografia di Luca Ronchi pubblicato da Johan & Levi nel 2012. Un libro pieno di voci e testimonianze sulla vita di questo artista impareggiabile che volentieri invitiamo a recuperare.
Una newsletter che racconta di vite che non sono la nostra: vite straordinarie, bizzarre o comunque interessanti.
Scritta dalla redazione di Lucy,
arriva una domenica sì e una no.
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